Reddito di Libertà

Misura di sostegno per favorire l’indipendenza economica e l’emancipazione delle donne vittime di violenza domestica in condizione di povertà.

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A chi si rivolge la misura?

Il Reddito di Libertà (RdL) è una misura specifica di sostegno alle donne vittime di violenza, in condizione di povertà materiale, affinché attraverso l’indipendenza economica acquisiscano la loro autonomia ed emancipazione.

Possono accedere al reddito di libertà le donne, con o senza figli minori, vittime di violenza certificata dai servizi sociali del Comune di residenza o dai servizi sociali del Comune di nuovo domicilio, che sono seguite dai Centri antiviolenza o che siano o siano state ospiti sia in una casa di accoglienza, sia in una struttura similare ad una casa di accoglienza, cui non sono potute accedere per mancanza di posti disponibili.

Qual è l’ammontare del beneficio economico?

Il finanziamento viene erogato a fronte dell’impegno della richiedente a seguire un progetto personalizzato volto al raggiungimento dell’autonomia ed emancipazione.

L’ammontare minimo e massimo del sussidio economico mensile è così determinato:

–  nel caso di donna sola, è stabilito nella misura fissa di € 780;

–  nel caso di donna con figli minori, l’ammontare minimo del contributo è determinato dall’applicazione della formula ISTAT di calcolo della soglia di povertà assoluta, tenendo conto, ai fini della sua determinazione, del luogo di residenza o di domicilio della donna; il contributo così determinato è aumentato rispettivamente:

  1. a) di € 100, se la donna sia persona con disabilità o abbia figli con disabilità;
  2. b) di € 200, se la donna sia persona con disabilità e abbia figli con disabilità. L’ammontare del contributo, così determinato, può essere aumentato da quello stabilito per il rimborso delle spese legali e per l’inserimento lavorativo.

Cosa è necessario fare per richiedere il beneficio?

I Comuni, tramite gli Ambiti Plus, in raccordo con le équipe dei Centri antiviolenza o delle Case di accoglienza, acquisito il consenso delle donne, secondo il metodo della co-progettazione, predispongono il piano personalizzato di interventi.

Nel caso in cui le donne richiedenti il RdL siano state o siano ospiti di strutture similari ad una casa di accoglienza, cui non sono potute accedere per mancanza di posti disponibili, il progetto deve essere presentato presso l’ambito PLUS nel cui territorio sia compresa la casa di accoglienza che non ha potuto ospitare la donna o nel cui territorio si trovi il Centro Antiviolenza che segue la donna. Qualora le proposte progettuali riguardino donne seguite dai Centri Antiviolenza di Sanluri, Carbonia, Unione Comuni di Ogliastra, tali Centri dovranno presentare le proposte presso, rispettivamente, l’Ambito Plus di Oristano, l’Ambito PLUS di Cagliari e l’Ambito PLUS di Nuoro.

Per quanto tempo si può usufruire del beneficio economico?

La durata del piano personalizzato coincide con la durata dell’erogazione del RdL che, per legge, può andare da un minimo di dodici mesi ad un massimo di trentasei mesi. La durata dell’erogazione del RDL e del piano sono definite in sede di co-progettazione, avuto riguardo alla disponibilità delle risorse assegnate ad ogni Ambito e alla gravità della situazione della vittima di violenza, determinata sulla base dei criteri definiti delle linee guida approvate con DGR n. 51/10 del 14 ottobre 2020.

Il piano personalizzato, prima della scadenza della sua durata, può essere prorogato fino alla durata massima di tre anni.

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Ultimo aggiornamento

19 Dicembre, 2019