Ritornare a casa

È una linea d’intervento che ha come beneficiari persone non autosufficienti con disabilità gravi e certificate finalizzata a favorire la loro permanenza a domicilio.

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A chi è rivolta la misura?

Il programma regionale “Ritornare a casa” è rivolto esclusivamente a persone con totale perdita di autonomia che necessitano di assistenza per compiere tutte le attività quotidiane e di interventi medici e infermieristici frequenti effettuabili a domicilio. Lo scopo della linea d’intervento è quindi favorire la loro permanenza nell’ambiente domestico e familiare. Viene posta particolare attenzione alla valutazione del grado di compromissione funzionale che la patologia comporta, al bisogno assistenziale da essa determinato e riconosciuto un diverso sostegno economico sulla base del grado di non autosufficienza, del carico assistenziale e della capacità economica del nucleo familiare. L’intervento è volto a sostenere la persona e la sua famiglia garantendo l’acquisizione di servizi professionali di assistenza domiciliare erogati da personale qualificato che svolga un’attività di assistenza alla persona non autosufficiente nelle attività quotidiane.

Qual è l’ammontare del beneficio economico?

Il programma è annuale, pertanto ogni anno si aggiorna l’ammontare del finanziamento previsto. Per l’anno 2019 sono stati stanziati 30 milioni di euro.

Cosa è necessario fare per richiedere il beneficio?

La famiglia o il rappresentante legale della persona disabile si deve recare presso il Comune di residenza o, in alcuni casi, presso il PUA (Punto Unico d’Accesso) del Comune e manifestare l’esigenza di partecipare al programma. Il procedimento per la definizione del programma è attivato dal Comune che invia una segnalazione all’ATS in modo da valutare e certificare la condizione di disabilità del singolo. I nuovi progetti “Ritornare a casa” 2019, compresi i mutamenti di livello, possono essere attivati dal Comune di residenza solo a seguito dell’accertamento dell’effettiva sussistenza delle risorse nel bilancio comunale e a seguito del parere positivo dell’unità di valutazione multidimensionale del distretto/area socio sanitario competente per territorio.

Sulla base della valutazione del grado di disabilità che la patologia comporta e al conseguente bisogno assistenziale da essa determinato si individuano tre livelli assistenziali a cui corrispondono contributi economici diversificati in ragione dei finanziamenti disponibili. E’ sempre il Comune che monitora l’andamento del programma.
La domanda deve essere presentata al Comune di residenza allegando la documentazione sanitaria e l’ISEE socio sanitario da persone che si trovano nelle seguenti condizioni:

  • dimesse da strutture residenziali a carattere sociale e/o sociosanitario dopo un periodo di ricovero non inferiore a 12 mesi.
  • che a seguito di una malattia neoplastica si trovino nella fase terminale, clinicamente documentabile, della vita;
  • con grave stato di demenza valutato sulla base della scala CDRs con punteggio 5;
  • con patologie non reversibili (degenerative e non degenerative con altissimo grado di disabilità);
  • con patologie ad andamento cronico degenerativo con pluripatologia valutate sulla base della scala CIRS a 14 item, con indice di severità uguale a 3 di cui la patologia principale con punteggio pari a 5.

Il progetto personalizzato viene formulato congiuntamente tra il Comune, l’Azienda tutela salute – Distretto socio sanitario delle ASSL di riferimento e la persona o chi la rappresenta.

Eventuali scadenze fissate per la partecipazione

I progetti attivati si concludono tutti il 31 dicembre. Trattandosi di programma annuale, potrebbe verificarsi l’ipotesi che per un dato anno le risorse non vengano stanziate e che lo stesso non possa essere regolarmente riattivato/prorogato.

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Ultimo aggiornamento

19 Dicembre, 2019