Finanziamenti straordinari ai comuni per la cura e la protezione di minori e anziani

L’art. 25bis della L.R. 23/2005 disciplina gli interventi messi in atto a favore di minori e anziani a seguito di circostanze che mettono a repentaglio la loro sicurezza e la loro vita.

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Interventi messi in atto a favore di minori e anziani

A chi si rivolge la misura?

La linea d’intervento prevede lo stanziamento di finanziamenti per l’affidamento di minori o anziani a una struttura tutelare o l’affidamento etero-familiare di minori, quale azione alternativa all’istituzionalizzazione e finalizzata al mantenimento del rapporto del minore con la famiglia d’origine per assicurarne il rientro nella stessa. Dal 2017 beneficiari sono anche minori stranieri non accompagnati per l’inserimento in comunità.
L’accesso al finanziamento regionale è subordinato alla dimostrazione che trattasi di intervento straordinario con forte incidenza sul bilancio del Comune, conseguente ad intervento sociale obbligatorio, non preventivato nella programmazione annuale di riferimento.
Qual è l’ammontare dell’eventuale beneficio economico?
Il finanziamento viene erogato ai Comuni dalla Direzione delle Politiche Sociali nella misura massima di 80,00 euro giornalieri a persona. L’eventuale parte restante è a carico del Comune. A partire dalla legge finanziaria 2019 si opera in regime di prosecuzione, pertanto è prevista continuità dell’intervento in futuro. Per l’annualità 2019 lo stanziamento previsto è pari a 3,3 milioni di euro.

Cosa è necessario fare per richiedere il beneficio?

A seguito di segnalazione del caso, l’affidamento viene disposto dall’autorità giudiziaria mediante apposito decreto. Le richieste di contributo, che dovranno pervenire dai Comuni, dovranno essere corredate da un progetto nell’ambito del quale specificare:

  • I dati anagrafici del beneficiario dell’intervento trattati nel rispetto delle norme riferite alla privacy;
  • Le motivazioni e le circostanze che giustificano l’adozione dell’intervento per il quale si chiede il finanziamento;
  • La durata dell’intervento, i risultati attesi e le verifiche previste;
  • Il costo dell’intervento con l’individuazione della retta giornaliera e il numero dei giorni previsti per l’inserimento;
  • Il soggetto attuatore individuato e le motivazioni della scelta;
  • Il programma delle iniziative che i servizi sociali comunali porranno in essere per superare la fase di emergenza e determinare un positiva evoluzione della stessa;
  • La certificazione (alla data di presentazione del progetto) degli impegni assunti dal Comune e i relativi pagamenti per la programmazione delle assegnazioni annuali, da cui si evincano le priorità di destinazione e le modalità di utilizzo delle risorse comunali stanziate per l’attuazione del sistema integrato dei servizi alla persona;

Piano educativo individualizzato (PEI) rivolto non solo a contrastare l’emergenza ma anche a delineare percorsi e specifici impegni assunti dalle parti nei confronti del minore d’età e della sua famiglia per superare la fase di emergenza e determinare un positiva evoluzione della stessa.

 

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Ultimo aggiornamento

16 Novembre, 2019